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    ANALISI DEI GENI BRCA1 E BRCA2 PER IL RISCHIO DI TUMORE AL SENO E DELL’OVAIO, MA NON SOLO


    BRCA (abbreviazione di BReast CAncer) identifica i geni BRCA1 e BRCA2, geni oncosoppressori che riparano il DNA e regolano il ciclo cellulare, prevenendo una crescita incontrollata. Mutazioni ereditarie in questi geni compromettono tale funzione, aumentando significativamente il rischio di sviluppare tumori, in particolare al seno (anche nell’uomo) e alle ovaie, ma anche a stomaco, pancreas e prostata. Le mutazioni si trasmettono in modo autosomico dominante (50% di probabilità di trasmetterla ai figli). La presenza della mutazione non comporta necessariamente lo sviluppo del tumore, ma indica una predisposizione ereditaria. Rispetto alla popolazione generale, le portatrici di mutazioni nei geni BRCA1/2 vedono il loro rischio di sviluppare un tumore al seno aumentare fino al 60-70%, mentre hanno dal 20 al 40% di possibilità di essere colpite da un tumore all’ovaio. Nei portatori maschi, una mutazione in BRCA2 ma non in BRCA1 è associata a un aumento del rischio di circa il 27% di sviluppare un tumore alla prostata prima degli 80 anni.
    I portatori sani possono seguire percorsi di screening intensificati (es. risonanza magnetica mammaria annuale), interventi di chirurgia profilattica (mastectomia o salpingo-ovariectomia) o terapie farmacologiche mirate.

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    L’ASSE IPOTALAMO-IPOFISI-SURRENE: ORMONI CRH-ACTH-CORTISOLO


    L’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) è il principale sistema neuroendocrino di risposta allo stress. L’ipotalamo rilascia l’ormone di rilascio della corticotropina (CRH), stimolando l’ipofisi anteriore a secernere l’ormone adrenocorticotropo (ACTH) nel circolo sanguigno. L’ACTH a sua volta attiva la corteccia surrenale, stimolando la sintesi e il rilascio di glucocorticoidi, principalmente cortisolo. Il cortisolo prodotto inibisce, attraverso un meccanismo di feedback negativo, la secrezione di CRH dall’ipotalamo e di ACTH dall’ipofisi, ed è fondamentale per la risposta allo stress, regolando il metabolismo di carboidrati, lipidi e proteine, la pressione arteriosa, il sistema immunitario e il ritmo sonno-veglia.
    Disfunzioni dell’asse HPA sono implicate in condizioni patologiche, tra cui la sindrome di Cushing, in disturbi psichiatrici come depressione maggiore, stanchezza cronica (CFS), disturbi d’ansia, dell’umore, del sonno, attacchi di panico, obesità viscerale, insulino-resistenza, alterazioni della temperatura corporea, ipertensione.

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    IL SISTEMA RENINA-ANGIOTENSINA-ALDOSTERONE


    Il sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) è un meccanismo ormonale cruciale per la regolazione a lungo termine della pressione arteriosa, del volume plasmatico e dell’equilibrio idrosalino. Attivato dai reni in risposta a bassa pressione (ipotensione), ridotto volume sanguigno o carenza di sodio, il sistema porta alla produzione di angiotensina II (vasocostrittore) e aldosterone (ritenzione di acqua/sodio), innalzando la pressione. Quando il flusso sanguigno renale diminuisce, le cellule iuxtaglomerulari del rene rilasciano l’enzima renina, che converte l’angiotensinogeno (prodotto dal fegato) in angiotensina I, che viene poi trasformata in angiotensina II dall’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE), principalmente nei polmoni. L’angiotensina II potenzia la vasocostrizione arteriolare, aumentando la resistenza periferica e la pressione sanguigna, stimola la corteccia surrenale a secernere aldosterone e stimola il senso di sete e la produzione di ormone antidiuretico (ADH). L’aldosterone agisce sui reni promuovendo il riassorbimento di sodio (𝑁𝑎+) e acqua, ed escrezione di potassio (𝐾+).
    Il dosaggio di renina e aldosterone si esegue in ortostatismo (posizione eretta) e in clinostatismo (posizione supina) per valutare la risposta del sistema renina-angiotensina-aldosterone al cambio di postura. I livelli solitamente aumentano in ortostatismo per la riduzione del volume plasmatico, mentre diminuiscono in clinostatismo.

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    TEST DI COOMBS: DIRETTO ED INDIRETTO


    Il test di Coombs (o test dell’antiglobulina) è un esame del sangue che rileva anticorpi che attaccano i globuli rossi, causando anemie emolitiche, o valuta la compatibilità sanguigna. Si divide in:

    Test di Coombs Diretto (TCD): rileva anticorpi già adesi alla superficie dei globuli rossi, utilizzato per diagnosticare malattie quali: mononucleosi infettiva, lupus eritematoso sistemico (LES), artrite reumatoide, sclerodermia, tubercolosi, malattia emolitica del neonato (MEN), alcuni tipi di tumore, nei casi di un’anemia da trasfusione, di sospetta anemia emolitica farmaco-indotta (ad esempio dopo l’assunzione di alcuni antibiotici) o di un’anemia di origine sconosciuta. Un risultato positivo del test indica la presenza di anticorpi legati ai globuli rossi, condizione che può provocarne la distruzione;

    Test di Coombs Indiretto (TCI): rileva anticorpi anti-Rh circolanti nel plasma diretti contro i globuli rossi, utilizzato nelle trasfusioni per testare la compatibilità tra donatore e ricevente, o in gravidanza per verificare l’incompatibilità Rh tra madre (Rh negativa) e feto (Rh positivo). Viene solitamente prescritto entro il primo trimestre di gravidanza e ripetuto intorno alla 28ma settimana. Un risultato positivo indica la presenza di anticorpi circolanti che potrebbero attaccare i globuli rossi, richiedendo ulteriori indagini per identificarne la causa (infezioni, farmaci, malattie autoimmuni, reazioni trasfusionali o incompatibilità tra il gruppo sanguigno della madre e quello del feto).