INSULINO-RESISTENZA: SINTOMI, CAUSE, DIAGNOSI, TRATTAMENTO

L’insulino-resistenza è una condizione in cui le cellule dell’organismo riducono la propria sensibilità all’insulina, l’ormone che regola i livelli di glucosio nel sangue. Di conseguenza, il glucosio non entra efficacemente nei tessuti, costringendo il pancreas a produrre quantità maggiori di questo ormone, portando a lungo termine a prediabete o diabete di tipo 2, aumento di peso (soprattutto addominale) e infiammazione cronica.
SINTOMI
L’insulino-resistenza può rimanere asintomatica per anni, con sintomi che possono essere sfumati o confusi con altri disturbi comuni. Tuttavia, esistono alcuni segnali che possono far sospettare la presenza di questa condizione, tra cui:
● aumento di peso, soprattutto a livello addominale;
● stanchezza cronica e sonnolenza dopo i pasti;
● difficoltà di concentrazione e sensazione di “mente annebbiata”;
● fame costante, con desiderio di zuccheri o carboidrati;
● macchie scure sulla pelle (acanthosis nigricans), specialmente su collo, ascelle e gomiti;
● irregolarità mestruali e acne, soprattutto nelle donne con la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS);
● difficoltà a perdere peso nonostante dieta e attività fisica.
CAUSE E CONDIZIONI ASSOCIATE
L’insulino-resistenza può essere causata da fattori ormonali: è possibile, ad esempio, un difetto qualitativo nella produzione di insulina, così come un’eccessiva sintesi di ormoni con effetti contro-insulari (adrenalina, cortisolo, glucagone) e, in alcuni casi, l’ormone della crescita (GH); anche terapie esogene (es. cortisone, GH) possono contribuire.
Possono esistere, inoltre, cause genetiche provocate da mutazioni del recettore insulinico, ma spesso le cause non sono chiaramente determinabili.
Oltre alla componente ereditaria, l’insulino-resistenza si associa frequentemente a obesità addominale, ipertensione, steatosi epatica, sindrome metabolica, aterosclerosi, dislipidemie, PCOS, iperandrogenismo e gravidanza.
DIAGNOSI
I parametri principali per la diagnosi di insulino-resistenza comprendono:
● Glicemia e Insulinemia a digiuno: misura i livelli di glucosio e insulina nel sangue dopo almeno 8 ore di digiuno;
● Indice HOMA-IR (Homeostatic Model Assessment for Insulin Resistance): è il calcolo principale. Si ottiene moltiplicando il valore della glicemia a digiuno per quello dell’insulina a digiuno, dividendo poi il risultato per un fattore costante. Un valore superiore a 2,5 o 3 è solitamente indicativo di insulino-resistenza;
● Curva da carico di glucosio (OGTT / Curva glicemica e insulinemica): misura come il corpo gestisce il picco di glucosio nel tempo. Prevede un prelievo a digiuno, l’assunzione di una soluzione zuccherina e successivi prelievi a intervalli regolari (es. ogni 30 minuti) per 2 o 3 ore;
● Emoglobina glicata (HbA1c): misura la quantità di glucosio legata all’emoglobina e rileva la media dei livelli di glucosio negli ultimi tre mesi. Aiuta a valutare se l’insulino-resistenza ha già alterato i livelli medi di glucosio nel sangue.
TRATTAMENTO
Il trattamento più efficace è basato su attività fisica regolare, dimagrimento e dieta con moderazione calorica e alimenti a basso indice glicemico.
Possono essere utili strategie che rallentano l’assorbimento intestinale degli zuccheri (acarbosio, fibre come glucomannano e psillio).
Alcuni farmaci come la metformina si sono dimostrati efficaci; tuttavia è molto importante intervenire prima di tutto sulla dieta e sul livello di attività fisica, ricorrendo alla terapia farmacologica solo quando le modifiche dello stile di vita non sono sufficienti.